60esimo Parrocchia 17.11.1963-17.11.2023

“Siate nel mondo TESTIMONI DELL'AMORE di DIO
perché i poveri e i sofferenti,
che avranno sperimentato la vostra carità
vi accolgano grati un giorno nella casa del Padre”.

Bellissimo! È il cartello indicatore della strada della vita. È benedizione per chi parte, è augurio per chi cammina. Forse, presi da tante emozioni e da tanti pensieri, non ci siamo accordi di aver ascoltato queste parole tante volte, o, almeno le volte che abbiamo partecipato alla celebrazione di un matrimonio! Sono le parole della benedizione finale agli sposi. Ma sono per tutti noi.

E potrebbero dirci questo.
SIATE TESTIMONI NEL MONDO dell’amore di Dio. Dio è amore, questa è la rivelazione che origina, sostiene e finalizza ogni creatura. Che meraviglia! Non siamo soli: in questo universo siamo amati.

Dio è amore che ama me: vengono le vertigini solo a pensarlo. Ma è la verità della mia vita. Non me lo merito, tante volte sbaglio prospettiva, ma sono amato!

Dio è amore, e allora mi lascio amare e mi innamoro di Dio. Questa è la possibilità che mi accade e mi stupisce. E lo dico a tutti (anche via Facebook), e vivo e mi muovo e scelgo e…faccio (= testimonio) quello che piace a Lui, perchè Lui mi ama e io ne sono innamorato.

- PERCHE' I POVERI E I SOFFERENTI ...

Chi sono i poveri? Sono coloro che si fidano e affidano al Dio di Gesù e per questo rifiutano che altri regnino su di loro. E soffrono per questa scelta, perché sono minacciati e continuamente perseguitati a causa del Regno. Sono i “poveri nello Spirito”.

Ma ci sono anche i poveri e basta, poveri di mezzi per vivere, poveri perchè senza lavoro, senza più una casa, senza più una terra, senza più scarpe per fuggire, poveri di istruzione, poveri perché hanno venduto anche la loro dignità per sopravvivere, poveri di futuro...

I poveri,…. i disperati, gli scarti, quelli che puzzano, che non hanno più lacrime, che disturbano , che insistono. Ecco questi, ci piaccia o no, sono i primi destinatari del Vangelo di Gesù, in loro si è riconosciuto: l’avete fatto a me! io affamato, io assetato, io nudo e cacciato, io straniero e emigrato… e tu ti sei avvicinato a me. Forse non mi hai riconosciuto, ma ero proprio io.

- CHE AVRANNO SPERIMENTATO LA VOSTRA CARITÀ 

Testimoniare la carità, quella che nasce dagli innamorati di Dio, è esperienza e urgenza propria dell'amore stesso.

È la nostra vocazione, è la vocazione alla comunione che è vera solo nella condivisione dei bene e dei doni che uno ha. “Non si tratta di mettere in difficoltà voi per sollevare gli altri, ma che vi sia equità”. (2cor 8,13)

In altre parole. Io che non posso non amare, perché sono amato e sono un innamorato di Dio, "faccio comunione" e quando "la faccio" dò un'anima un respiro di spirito alle istanze di giustizia e di equità che stanno alla base di ogni fraternità e d'annuncio evangelico del regno.

- VI ACCOLGANO GRATI UN GIORNO NELLA CASA DEL PADRE.

Significa anzitutto che nella casa del Padre loro ci saranno! E' il futuro che ha dato loro Gesù. Gesù dice: la loro indigenza non è giusta, ma non è l'ultima parola per loro. Gesù non promette ai poveri di diventare "ricchi" o di rivalersi sui ricchi, sul potere, ma garantisce che la loro sofferenza ha un termine e che loro sono più disposti ad accogliere il Signore che viene col suo regno di giustizia e di pace. Di più: nella sua profezia sul giudizio, Gesù mette in relazione la nostra salvezza proprio con i poveri, i bisognosi. Il giudizio finale sarà l'epifania/manifestazione chiara, inoppugnabile, di ciò che stiamo vivendo adesso. Di quello che abbiamo fatto o non fato nella vita di tutti i giorni in ordine alla carità verso i poveri.

“Conosceremo, finalmente, che ciò che abbiamo fatto o non fatto ai poveri, l’abbiamo fatto o non fatto a Cristo”. (Mt 2) .

“In quel giorno vedremo i volti dei poveri e dei bisognosi nel volto di Cristo che ci chiama al Regno o ci esclude da esso; ma siamo stati noi, qui e ora, a decidere il nostro destino ultimo, il nostro esito eterno. (Enzo Bianchi).

La fede in Gesù, figlio di Dio, è una cosa seria! Credo in Gesù e dunque cerco di vedere nel povero il Cristo. Credo e dunque decido di battermi per la giustizia e l'equità. Credo e dunque decido di condividere ciò che ho e i doni che ho. Credo e dunque decido di fare tutto questo "in memoria di Gesù". Credo perché Gesù mi dice che Dio mi ama, e perché mi innamoro di Lui ogni giorno, di nuovo.

Le parole, belle come il Vangelo, della benedizione degli sposi, rendano gli sposi e tutti noi belli come Dio nell’amore.