Liturgia - proposta diocesana per approfondire e valorizzare alcuni aspetti della celebrazione

VI Domenica dopo l'Epifania (12 febbraio 2017) - L'invocazione "O Signore non sono degno"

Le parole che la liturgia ci invita a pronunciare poco prima di accostarsi alla Comunione sono un'ultima invocazione alla misericordia di Dio: "O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa, ma di soltanto una parola ed io sarò salvato". Richiamano le parole di Gesù al centurione di Cafarnao. La meraviglia e la gratitudine per la possibilità offerta di "fare comunione" con il Signore della gloria si fondono con l'umile riconoscimento della propria indegnità e del proprio peccato. Nessuno può meritare un dono così grande. Siamo beati perchè invitati per grazia alla mensa del Signore.

Leggi tutto: "I SANTI SEGNI”(3) per meglio comprendere la Celebrazione Eucaristica

 

V Domenica dopo l'Epifania - l'atto penitenziale

Subito dopo l’inizio della Santa Messa i fedeli, insieme al sacerdote, compiono l’atto penitenziale, con il quale, davanti a Dio e alla comunità, si riconoscono peccatori e si affidano alla divina misericordia.

Confessando con umiltà il proprio peccato e invocando la grazia del perdono, essi manifestano il loro sincero pentimento e si dispongono a vivere l’intera celebrazione eucaristica (dalla preghiera all’ascolto della Parola; dalla consacrazione alla comunione) con l’animo purificato.

Leggi tutto: "I SANTI SEGNI”(2) per meglio comprendere la Celebrazione Eucaristica

 

Domenica della Santa Famiglia di Nazareth - Il segno della croce con l'acqua santa

Tutta la Messa è un inno alla divina misericordia. Preghiere e canti, silenzi e parole, segni e gesti annunciano che Dio è «misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà» (Es 34, 6) e invocano da lui la grazia del perdono e la liberazione dal male e dal peccato.

La prima scheda è dedicata al segno di croce con l’acqua benedetta che, facendo memoria del battesimo, purifica il nostro spirito e ci prepara all’incontro con Dio.

Leggi tutto: "I SANTI SEGNI”(1) per meglio comprendere la Celebrazione Eucaristica

 

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I Segnidata

I TRE SEGNI DI CROCE

Benedizione finale

La celebrazione dell’Eucaristia termina con la benedizione, che riceviamo
attraverso il segno di croce. Il sacerdote proclama: “Vi benedica Dio
Onnipotente, Padre, Figlio e  Spirito santo” tracciando sull’assemblea il
segno della croce. La benedizione di Dio, che è potenza di vita e di
beatitudine, viene dalla croce del Signore ed è riflesso dell’amore trinitario.
La riceviamo alla fine della Messa, mentre ci disponiamo a uscire dalla chiesa
e a riprendere la nostra vita quotidiana. Questa benedizione ci accompagnerà,
ci sosterrà, ci consolerà e ci guiderà.

27/01/2016

Signatio al Vangelo

Il secondo segno di croce si compie nella celebrazione dell’Eucaristia
al momento della proclamazione del Vangelo. Il sacerdote o il diacono
traccia un segno di croce sulla pagina del Vangelo mentre lo annuncia
e poi traccia lo stesso segno di croce sulla propria fronte, sulle
proprie labbra e sul proprio petto. Tutti gli altri fedeli compiono lo
stesso gesto insieme con lui. Esprimiamo così la convinzione che la
croce è il centro e il riassunto di tutto il Vangelo. Manifestiamo
inoltre il desiderio che la Parola del Vangelo penetri la nostra mente,
luogo dell’intelligenza e della memoria; sia sempre presente sulle nostre
labbra, strumento vivo della nostra reciproca comunicazione; e si radichi
profondamente nel nostro cuore, centro interiore dei nostri sentimenti e
delle nostre decisioni

20/01/2016

Inizio celebrazione

Dopo aver ricordato il valore dei tre silenzi, l’importanza dei gesti
con cui riceviamo il corpo del Signore nella comunione e il significato
delle tre elevazioni del pane e del vino, vogliamo ora fissare
l’attenzione sul segno di croce, che facciamo all’inizio della Messa,
alla proclamazione del Vangelo e al momento della benedizione finale.
Il segno di croce è una professione di fede vera e propria, racchiusa
in un gesto semplice e straordinario. La croce che tracciamo sul nostro
corpo e le parole che pronunciamo richiamano i due misteri principali
della nostra fede: la Pasqua del Signore e la santa Trinità.
Con questo gesto ci dichiariamo cristiani, ricordando il nostro Battesimo,
e insieme consegniamo all’amore onnipotente di Dio ogni azione che iniziamo.
Questo vale in modo particolare per la celebrazione dell’Eucaristia.

13/01/2016